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Adelfia premia i piccoli: lunga vita avrà la poesia finché c’è la rima bambina

Per la XXX edizione del Premio Letterario “Città di Adelfia” ci si domandava se fosse il caso di dare seguito alla tradizione di premiare anche gli elaborati dei più piccoli con la sezione “Poesia bambina”, ed il grande successo riscontrato nella partecipazione ha risposto da sé. È stato rivalutato lo spirito attraverso il quale promuovere tale iniziativa: non ha più senso, oggi, organizzare eventi letterari e premi che abbiano il solo scopo di attribuire meriti e ricompense a quelli che una giuria ritiene essere i più bravi. E se si parla di eventi legati alla poesia si cade presto nel cliché che la delinea come un mondo ostico, elitario, impenetrabile, dimenticando che essa nasce come la forma più libera e autentica di esprimere emozioni (più che parole). Forte di questa convinzione, per la XXX edizione Adelfia ha voluto premiare i suoi giovani cittadini più caparbi, quelli che hanno avuto il coraggio di giocare con i versi a costo di sbagliare. Perché il Premio Letterario “Città di Adelfia” non fosse solo un premio ma un modo di far toccare con mano ai più giovani quella forma letteraria sempre vista da lontano, dando loro l’occasione di diventarne i veri protagonisti. Il tema scelto per quest’anno è stato “Il dì di festa”. La sera del 23 Febbraio presso l’Auditorium Antonio Cafaro il presidente del comitato promotore del Premio Davide De Palma e il presidente della giuria popolare Antonio Tricarico hanno premiato le classi partecipanti e i bambini vincitori degli Istituti scolastici “Via Veneto – Giovanni XXIII” e “Giovanni Falcone”. Il merito di tanto successo è stato anche dovuto all’entusiasta adesione dei presidi Errico Nicola Giovanni e Rosa Scarcia, i docenti e alla collaborazione del Comitato Feste Patronali che con Don Felice e Vito Luigi Guerra che hanno voluto attribuire ulteriori premi in seguito alla lettura degli elaborati.

Prima della proclamazione, le sorelle Jara e Iula Marzulli hanno coinvolto il pubblico di giovani spettatori attraverso una riflessione originale e interattiva sul significato della poesia, spiegando come essa sia alla portata di tutti e come sia reperibile anche nei posti più strani, tra gli oggetti più improbabili, tra i concetti più inconciliabili, ma sempre e rigorosamente dove c’è amore e passione. La vincitrice del premio nella categoria “Scuole Elementari” è stata Maya Ladalardo che con la sua “Il dì di festa” ha stupito la giuria per la capacità di guardare la festa attraverso i suoi dettagli, i suoi colori e i suoi simboli, dando piena libertà alle emozioni che “corrono come cavalli in mezzo al mare”.

Per la categoria “Scuole Medie” a vincere è stata Fatima Romano che in “La festa” affronta coi suoi occhi di piccola protagonista la fugacità della gioia di un giorno di festa: “Per quelle ore troppo brevi,/ tutto era bello,/ e su tutti i visi era scritta la pace”. Il Premio Speciale della giuria è andato a Swamy Antonelli che ha raccontato come un giorno di festa può riempire gli sguardi e il cuore di un ragazzino che aspetta tutto l’anno quel momento: “la tristezza mi abbandona e la felicità/ mi adotta.”

Non sono mancate le menzioni di merito da parte della giuria per i bravissimi Antonio Chiulli  e Virginia Marotta, ed il comitato feste ha dato il suo riconoscimento a Maya Ladalardo e Clotilde Di Benedetto. A leggere gli elaborati premiati c’è stata la voce di Rosemary Nicassio.

Vincitrice della categoria “Scuola Secondarie” è stata la bravissima Fatima Romano con:

LA FESTA

C’era quella sensazione di libertà
c’era quella immensa gioia,
che cattura ogni cuore
col profumo di festa.
Era lì, stava arrivando.
Sarebbe stata magica.
Era lì, era arrivata.
Per quelle ore troppo brevi,
tutto era bello,
e su tutti i visi era scritta la pace.
Ma passava il tempo,
e ciò che era tanto atteso,
stava correndo via.
Nei cuori tornava l’Oscuro,
e più si avvicinava la fine,
più la tristezza avvolgeva i volti,
i pensieri tornavano,
le ore passavano.
L’odore di festa andava scomparendo,
e in un giorno come gli altri
si stava trasformando.

Vincitrice del Premio Speciale della Giuria la bravissima Swamy Antonelli con:

IL DÌ DI FESTA

Una festa
mi abbraccia e mi scalda con le sue mani
colme di gioia,
mi sussurra una felicità immensa.
Le giostre mi assalgono,
momenti di divertimento,
coriandoli mi abbracciano di colori,
grida di gioia mi dicono: -Divertiti!.
La tristezza mi abbandona e la felicità
mi adotta.
Anche il mio cuore spara fuochi d’artificio,
e palpita di felicità per te Festa!
Mangio, mangio e mi ingozzo di emozioni,
fino ad arrivarmi al cuore.
I miei occhi si gonfiano di gioia.
Ma qualcosa in me cambia…
Le luci illuminano quel vuoto
profondo che c’è dentro…
La timidezza,
una cupa scatola che è difficile
aprire senza chiave.

Vincitrice del Premio Scuole Primarie e la menzione speciale del Comitato Feste Patronali la bravissima Maya Ladalardo con:

IL DÌ DI FESTA

Vedo sui balconi vele rosse svolazzare
come onde del mare festeggiare
corrono come cavalli in mezzo al mare,
fischiano, ballano, cantano,
svolazzano, gridano e ridono.
Insieme nel vento giocano,
mille colori incontrano,
suoni e profumi abbracciano.

 

Carmen De Sario