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Cenni Storici

Il territorio di Adelfia si inserisce nell’area occupata tra il VII e il IV secolo a.C. dalla civiltà Apula dei Peucetii; essi si distinguevano con delle differenziazioni culturali dalla stessa civiltà Apula dei Dauni e dalla civiltà Calabra dei Messapi e Salentini,che occupavano la parte meridionale della puglia.I Peuceti fondarono diversi insediamenti urbani,sia lungo gli approdi marini,sia nell’area pre-murgiana e murgiana,collegati fra loro oltre che da strade anche dal tracciato delle lame, che costituivano delle vere e proprie vie fluviali di raccordo.I Romani chiamavano tutto il territorio pugliese Apulia et Calabria.

Ad Adelfia, nel rione Canneto- contrada Tesoro-sono state raccolte testimonianze aecheologiche che determinano la successione di tre fasi:una necropoli di età classica(VI-IV sec. a.C.),delle abitazioni ellenistiche e una villa romana( con una lunga continuità d’uso fra tarda età repubblicana ed età adrianea):Nell’area scavata della villa romana sono emersi tre ambienti relativi alla pars rustica e resti di un impianto termale con decorazioni musive;la villa doveva appartenere a una ricca committenza di latifondisti.A 1300  mt. in linea d’aria dalla contrada Tesoro si trovava un piccolo colombario a pianta absidata, scavata nel banco tufaceo con 27 nicchie; il colombario,benchè indatabile,costituiva comunque un documento di eccezionale interesse,unico nella Peucezia ,come la villa romana,quest’ultima rinvenuta con scavi archeologici nel 1996 è stata nuovamente interrata ,del colombario invece non rimangono tracce.

Queste vestigia lasciano supporre che nella zona fosse insediata una comunità numericamente consistente,dalle condizioni economiche modeste,ma depositaria di un’ideologia e cultura ben radicate,Canneto con ogni probabilità fu parte integrante del territorio di Celiae, e successivamente insediata nel suo nucleo storico attuale nel 1070 circa dalle truppe normanne del Duca Roberto il Guiscardo,guidate da Giosuè Galtieri.

 Nel rione Montrone a Nord-Est dell’abitato a ridosso della  lama  San Leo in seguito a indicazioni orali avute da contadini, i quali hanno segnalato in alcuni campi l’affioramento di materiale archeologico in seguito a lavori agricoli e a sbancamenti del terreno o a ricognizioni, sono stati rinvenuti, o a ricognizioni  materiali consistenti in  frammenti fittili di ceramica da impasto grezzo non tornito( eta’ del ferro),frammenti fittili di ceramica acroma e verniciata (nera e rossa del IV – III sec. a.C.),frammenti di coppi, anse di anfora e un frammento di pesetto di telaio(VI-V sec. a.C.) che  ipotizzano  insediamenti umani con successione in età protostorica, in età arcaica, età ellenistica e tardo-ellenistica e in epoca tardo- antica.

Nel 982 d. C .una famiglia profuga di commercianti,originaria della Grecia,si insediò in tre grotte sottostanti all’attuale centro storico.Roni Sensech, il capostipite della famiglia fondatrice,diede al paese il primo nome Monte-Roni.

Entrambi gli abitati furono assoggettati nel corso dei secoli a varie signorie feudali fino al 1806, circa quando divennero liberi comuni,con la presenza dei Francesi.

I due centri furono indipendenti fino al 1927 quando,con  un regio decreto  del 29 settembre,fu creato un unico comune assumendo il nuovo toponimo Adelfia(dal greco Adelphòs= fratellanza).